Resurrezione

Se vi telefonassero per dirvi che quel vostro zio deceduto è risorto, come reagireste? Personalmente dubito che fareste salti di gioia.
Uno. Chi cazzo lo conosceva? Era un parente alla lontana che avete incrociato per strada un paio di volte negli ultimi dieci anni. Vi siete scambiati gli auguri durante le festività comandate, ma poi chiusa lì. Rischiereste di averlo visto più spesso da morto che da vivo.
Due. Siete già stati al suo funerale. Doverci andare una seconda volta quando la chiamata sarà definitiva è molto scocciante. Ormai gli hai messo un segno di spunta su. Queste cerimonie a presenza obbligatoria sono una rottura, chiedere di partecipare nuovamente è decisamente troppo. Scusami zio ma è così.
Tre. Avete già speso soldi in omaggi floreali oppure avete sprecato un’opera di bene. E’ un periodo di crisi, e dover scialacquare denaro in questo modo è spiacevole. Proverete a staccare i manifesti funebri dal muro nella speranza di poterli riutilizzare quando sarà giunto il vero momento, magari aggiornando gli anni del defunto con l’uniposca nero. Ma è comunque un fastidio.
Quattro. L’impresa di pompe funebri tratterrà la caparra.
Cinque. Quando lo pseudodefunto tirerà per davvero le cuoia non saprete se seppellirlo definitivamente o attendere un altro po’.
Sei. Come ci si regola con i necrologi? Si invia un’errata corrige? Si proclama una smentita? Si attende? metti che la ricaduta alla vita è solo temporanea, non si sa mai.
Sette. Magari siete anche eredi e avevate già programmato qualche spesa con il lascito previsto. Un nuovo tablet, un’automobile più potente, nuovi mobili in soggiorno. Tutti sogni che sarete costretti a rimandare.
Otto. Il fatto che vostro zio abbia una vita tutta nuova come i gatti o i personaggi dei videogiochi vi farà rosicare di invidia.

Insomma, come dovremmo atteggiarci?
Nella società moderna abbiamo protocolli comportamentali per tutte le vicissitudini immaginabili, cerimoniali particolareggiati per qualsiasi dettaglio concepibile: il colore delle bomboniere per le feste di laurea, il modo di tagliare la torta per i novelli sposini durante un matrimonio, l’ordine di salita sulle scialuppe in caso di naufragio, ma nessun suggerimento su cosa fare in caso di resurrezione di un parente. Si pranza al ristorante? Si invitano i familiari? Fino a che grado di parentela? Si prepara una lista resurrezione per fare qualche dono al resuscitato? Si balla? Si dice auguri o si pronuncia condoglianze al contrario? “eznailgodnoc!”

La letteratura in merito è sorprendentemente esigua. Null’altro si dice ad esempio su Lazzaro, se non che appunto resuscitò. Non resta che soffermarsi sull’altra famosa resurrezione: la Pasqua. E analizzandola ci si rende conto che anche per la più celebre rinascita della storia la reazione non è affatto entusiastica.

A Natale siamo tutti più buoni, a Pasqua possiamo tranquillamente continuare a comportarci da stronzi.
Natale con i tuoi, Pasqua devi trovarti degli amici con cui organizzare una scampagnata o sembrerai uno sfigato.
A Natale le città si addobbano a festa, a Pasqua è lo stesso mortorio di sempre. Tutt’al più qualche bar organizza qualche sorteggio per un uovo di Pasqua. Novanta persone che finanziano la felicità di uno solo. Patetici.
I film di Natale sono belli: Una Poltrona per Due o qualche classico della Disney. I film di Pasqua sono una noia mortale, fatta eccezione per la scena delle frustate della Passione di Cristo. Ad esempio c’è “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini, che per quanto puoi seguire attentamente solo a fine film capirai che quel nerd coi capelli neri a caschetto è proprio Gesù, e non un discepolo che lo scimmiotta.
A Natale c’è una corsa contro il tempo per riuscire a comprare regali adeguati ad amici e parenti. A Pasqua vai al supermercato per la consueta spesa e chiederai “Mi dia anche quell’uovo della Lindt”. “Non è Lindt, è Ling, una copia cinese che costa la metà”. “Meglio ancora! Me ne dia due”.
A Natale si mangia bene, benissimo. Cenoni, pranzi regali, colazioni al bar con gli amici. A Pasqua è tutto basato sulla cioccolata e ciò ti condannerà a passare la Pasquetta nel bagno chimico più vicino al tuo picnic.

Direi che il messaggio sociale di tutto ciò è abbastanza chiaro: una volta che sei morto, evita di rifarti vivo, hai già rotto i coglioni una volta, risparmiaci il bis.

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2 Responses to Resurrezione

  1. Reblogged this on lizzieblaspheme and commented:
    Scrivi qui i tuoi pensieri… (opzionale)

  2. Mean Cactus says:

    Mi sento un po’ offeso, perchè mio zio è morto e risorto…

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