Spuntatine (46)

Berlusconi accusa un malore. “Comunista!”

Leggero malore x Berlusconi, ma Tartaglia non era ancora pronto. Rifacciamola.

Berlusconi accusa un malore. Ma sentiamo le controaccuse.

Intanto il medico gli ha prescritto un decreto ad personam.

Minzolini litiga su Twitter. Comincia lo scontro tra berlusconers e beliebers.

Berlusconi elogia Mussolini “Ha fatto molte cose buone”. Ad esempio non mentiva sulla calvizie.

Brunetta appoggia Berlusconi sulla sua dichiarazione. E se Brunetta sostiene il fascismo allora io non ho capito il fascismo.

Il giornalista Andrea Scanzi dice in diretta tv alla Mussolini che non ha alcun rispetto di suo nonno. Quello materno.

La Mussolini prima di rispondere ha chiesto al giornalista “ma Lei chi é?” Ha bisogno di saperlo, potrebbe essere qualcuno a cui deve obbedire.

La Mussolini indignata si alza e se ne va. Il problema è che ci sono trasmissioni in cui resta seduta.

Vendo adesivo per studi televisivi “Qui non rispettiamo il duce, Alessandra puoi sciacquarti dalle palle”.

E comunque Scanzi con la Mussolini é stato un signore. Una vera testa di cazzo avrebbe detto quelle cose penzolando a testa in giù.

Stamattina la Mussolini chiacchierava dal salumiere e ad un certo punto ha abbandonato furibonda il negozio.

F16 caduto nell’Adriatico. Presto, qualcuno chieda il parere di Giovanardi.

Berlusconi fugge dal confronto tv tra i sei candidati premier. Rinfacciargli scomode verità uno per volta va bene, ma qui sarebbe stato un bukkake.

Non ha più il coraggio di quando si confrontava con De Gasperi.

Intanto Oscar Giannino continua a punzecchiare Berlusconi sfidandolo a Ruzzle.

Il Milan ingaggia Balotelli, per Berlusconi il miglior colpo di campagna acquisti dopo Scilipoti.

La vera notizia è che Berlusconi rinuncia a scoparsi Raffaella Fico.

Prime dichiarazioni di Balotelli con la maglia del Milan: “Niente Imu sulla prima casa!”

Gli daranno un’altra legge un altro re.

Ora da Berlusconi ci si aspetta un nuovo colpaccio, ad esempio riuscire a vendere Alfano.

Io sono indeciso su chi votare alle prossime elezioni. Attendo ancora Bersani con la sua contromossa di calciomercato.

E dopo l’acquisto di Balotelli il Pdl lavora per garantire il diritto di voto a tutti i ghanesi.

Comunque ci vorrebbe l’Imu sui colpi di calciomercato.

Scandalo Monte dei Paschi di Siena, la destra addita il Pd e si accanisce “E la nostra parte?”

Nella nota parabola, Gesù disse al servitore che sperperò tutti i talenti “Vieni, ti farò direttore del Monte dei Paschi”.

Caro Pdl,
non mi sta bene che mi critichiate e offendiate per vent’anni e invece adesso vi prodighiate in attestazioni di stima ed entusiasmo nei miei confronti, come se nulla fosse successo.
Per ogni chiarimento in merito resto comunque a completa disposizione.
Temporaneamente Vostro, il giustizialismo.

Schettino vuole tornare al timone di una nave da crociera. Ma la Costa deve garantirmi che le cabine di pilotaggio saranno demoldavizzate.

Inoltre Schettino giura di aver messo da parte il sogno di fare l’istruttore di snorkeling.

“Ingroia non può paragonarsi a Falcone” ha detto la Boccassini. Salvandogli la vita.

“Ingroia non può paragonarsi a Falcone” ha detto la Boccassini. Le fanno eco i sostenitori del miglior premier degli ultimi 150 anni.

Tutto pronto per la vittoria di Berlusconi: dopo la frantumazione della sinistra va ora in onda lo sbriciolamento della magistratura.

La campagna elettorale di Berlusconi insiste sul fatto che negli ultimi 20 anni di governo i comunisti hanno combinato un macello.

Perfettamente riuscito il trapianto di entrambe le braccia su soldato americano. A quanto risulta dalla cronologia del suo browser.

Trapiantate entrambe le braccia a soldato americano, un tale G.I. Joe.

Berlusconi “Sono il più grande amico di Israele”. Poi ha raccontato di quella volta in cui passeggiava per Gerusalemme e lo scambiarono per il Messia.

“L’Israele è il paese che meglio restare amici”

Berlusconi: “Netanyahu ha detto che sono il miglior amico di Israele”. E domani per dimostrarlo comprerà un difensore del Tel Aviv.

Berlusconi al Tg3. Spero nell’agguato: l’arrivo a sorpresa degli altri cinque candidati premier per forzarlo al confronto tv.

E comunque io non ho alcun rispetto verso il nonno di Berlusconi.

Fuori onda di Berlusconi al Tg3 “Non fate i furbi, solo un cuscino”.

Berlusconi elogia Mussolini poi si dichiara amico di Israele.
“Faccio fatica a seguire il suo pensiero” ha dichiarato Hitler.

Marchionne “Sbagliato usare la Fiat per motivi politici”. Se il seggio è lontano rischiate di non riuscire a votare.

Berlusconi presenta il nuovo contratto con gli italiani. Ci sono gli stessi obiettivi che aveva già raggiunto.

Se volessi infinocchiare gli elettori stilerei un normalissimo programma politico e lo chiamerei “contratto con gli italiani”.

Nuovo contratto con gli italiani. O come lo chiamo io, bugiardino.

Mi raccomando, stavolta leggiamo bene il Taeg.

Berlusconi non manterrà nessuna di queste promesse, ma intende rinfacciarle stando all’opposizione.

Nel nuovo contratto con gli italiani Berlusconi dà la libertà alla moglie di Django.

Berlusconi prepara il nuovo contratto con gli italiani con prestigiosi obiettivi che promette di conseguire. Ah, se negli ultimi vent’anni avesse governato lui…

Che dite, gliela diamo un’opportunità?

Nel contratto un elenco di cinque promesse che riuscirà a farti credere di aver mantenuto.

Libertà di stampa, l’Italia recupera quattro posizioni. Se si riforma l’URSS.

L’Italia recupera ben quattro posizioni. E’ bastato sfanculare la Mussolini.

Quattro donne morte per una pillola anticoncezionale. E adesso vediamo se funziona.

Quattro donne morte per una pillola anticoncezionale. Scopatevele in fretta.

Il bugiardino infatti sconsiglia di dilungarsi in preliminari.

Donna tenta di uccidere il marito spalmandosi veleno sulla vagina. Ma lui per fortuna era già sazio.

L’uomo sta bene ma ha il dito leggermente ustionato.

La donna è stata sfortunata nel suo intento: pare che la panna spray funga da antidoto.

Donna sposa l’assassino della sorella gemella. Poi salta fuori una trigemina e la trama si infittisce.

“Bang your friends” è l’app per far sesso con gli amici di Facebook. Il logo è la manina del ‘mi piace’ che oscilla.

“Bang your friends” è l’app per far sesso con gli amici di Facebook. Ma non funziona se sei Max Pezzali.

Beautiful: Stephanie morirà. Nel suo testamento già indicati i nomi delle coppie che non devono sposarsi.

Barbara Berlusconi entusiasta per l’arrivo di Balotelli. Che trame scontate questi porno.

Controstoria del cinema (3)

(puntata precedente)

– Dunque, è tutto chiaro? Se vedi arrivare due tedeschi non farli assolutamente entrare.
Il buttafuori appariva un po’ confuso.
– E come mi accorgo che sono tedeschi? – chiese ad Auguste Lumière, nervosissimo, più del fratello.
Era il 28 dicembre 1895 e stava per aver luogo la prima proiezione cinematografica della storia, lì al Grand Cafè del Boulevard des Capucines di Parigi. Uno spettacolo di dieci filmini pallosissimi che però avrebbe entusiasmato un pubblico abituato a balletti poco scosciati e alle ombre cinesi.

Locandina dei primi spettacoli Lumière.

Louis e Auguste stavano per entrare nella storia.
Ma c’era un problema.
Nessuno avrebbe dovuto scoprire che in realtà i veri inventori della cinematografia non erano loro due. Già quattro o cinque inventori erano stati in grado di realizzare e proiettare brevi filmati, e dovevano essere tenuti il più lontano possibile. I due tedeschi di cui si parlava erano i fratelli Skladanowski (1).
– Per capire se sono tedeschi fai dire a tutti gli avventori ‘ciciri’. Se riescono a pronunciarlo anche per metà stai pur sicuro che non sono francesi – propose Louis, che essendo francese doveva accontentarsi di shibboleth inversi.
– Scisciuì – disse tra sè e sè il buttafuori – Non credo funzionerà, pensò, negando alla storia questi vespri parigini.
– E Thomas Edison lo conosci? Nemmeno lui deve minimamente avvicinarsi alla sala.
– Ho visto un suo dagherrotipo sul Figaro.
– Fotografie! Si chiamano fotografie, i dagherrotipi li fa la concorrenza. In ogni caso non deve assolutamente entrare. Nè lui nè i suoi stagisti da quattro soldi, William Friese-Greene e William Dickson (2).
Il buttafuori non conosceva il volto di nessuno di loro. Sapeva già che avrebbe fatto entrare chiunque, foss’anche un tedesco in uniforme imperiale con il brevetto della lampadina stampato in fronte.
Thomas Edison aveva realizzato numerosi filmati ben prima dei Lumière, ma aveva deciso che la loro visione non avvenisse pubblicamente in una sala gremita, ma singolarmente su una macchinetta a gettoni (kinetoscopio) utilizzabile da uno spettatore alla volta. Così puoi guardare tranquillamente un porno senza che lo spettatore accanto possa sospettare nulla. Se sai tenere le mani a posto.
Edison tentò anche di realizzare il primo film sonoro della storia (Dickon Experimental Sound Film), 33 anni prima del Cantante di Jazz, ma, ironia della sorte, senza suscitare alcuna risonanza. La pellicola è invece ricordata come primo film gay.
– E ovviamente nemmeno Leon Bouly dovrà entrare. Questo qui lo conosci sicuramente.
– Ehm sì – mentì il buttafuori.
– Bene, è il tizio che ha inventato il marchingegno che abbiamo acquistato e leggermente modificato e che useremo per la proiezione. Sai fare quella mossa con cui gli agenti speciali torcono il collo a qualcuno uccidendolo o facendolo svenire?
– Non ho la minima idea di cosa stia parlando.
– Ancora per poco. Comunque questo Lèon Bouly non deve assolutamente entrare. E nemmeno Augustin Le Prince! – si premurò Auguste.
– Ehm… su Le Prince puoi stare tranquillo – lo interruppe Louis, strizzando l’occhio – è, diciamo, scomparso dalla circolazione (3).
Auguste allibì –  Ma perchè ingaggiare un buttafuori quando potevo chiedere a te?
– Non rimane che il rischio Emile Reynaud. – continuò indifferente Louis, mettendo l’ultimo segno di spunta sul suo personale elenco di indesiderati.
– Ma no, lui può entrare. Figuriamoci… disegni animati (4). Roba per bambini. Noi regaliamo immagini della realtà, mica scarabocchi colorati. Mandiamogli un invito per farlo crepare di invidia.
– Ma piuttosto che fare selezione all’ingresso, perchè non inventiamo la diceria che abbiamo realizzato un film nel 1892? Così evitiamo qualsiasi scocciatura.
– Ottima idea.
E così il nome del pioniere Le Prince, fu sostituito con “Le Prince de Galles“, titolo del primo filmato annoverato negli archivi Lumière, che si suppone girato nel 1892, tre anni prima, che ritrarrebbe il Principe di Galles in visita in Francia. Ovviamente di questa pellicola non c’è alcuna traccia.
L’ora era giunta, i primi spettatori stavano arrivando al botteghino. (5)
– Devo consegnare gli occhialini all’ingresso? – chiese il buttafuori.
– No, è ancora presto. Non capisci un cazzo di obsolescenza programmata.

(1)
Straconsiglio questo bel docufilm romanzato di Wim Wenders: I fratelli Skladanowsky

Questi sono tre filmati di pellicole dei due inventori tedeschi, realizzati con il loro Bioskop, e proiettati a Berlino nel novembre 1895, un mese prima della proiezione dei Lumière:
– Ringkampfer
– Das Boxende Kanguruh
– Serpentinen Tanz

(2)
Il materiale prodotto nei laboratori Edison da Friese-Greene e Dickson è sterminato.
Su questo indirizzo si trova pressochè tutto: http://memory.loc.gov/cgi-bin/query/f?papr:0:./temp/~ammem_sWnN:

In particolare segnalo i primi tre filmati pionieristici (1890-1891):
Monkeyshines  ->  http://www.youtube.com/watch?v=ZNc-mazLcko
D
ickson Greeting -> http://www.youtube.com/watch?v=PVintjK5lKU
Men Boxing -> http://www.youtube.com/watch?v=3-Xje8wl7Ds

E questo è il Dickson Experimental Sound Film, primo film sonoro della storia, considerato anche come primo film gay (seriously).

Il regista Alfred Clark degli studi Edison realizzò il primo “effetto speciale” nell’agosto 1895: una decapitazione.
The Execution of Mary, Queen of Scots

(3)
“Le Prince scomparve misteriosamente dal treno Digione-Parigi. Il suo corpo ed i bagagli non arrivarono mai a destinazione”. (fonte: Wikipedia)

Questa la sua intera pionieristica filmografia (parliamo di 1888, perciò si tratta dei primi film della storia):
Roundhay Garden Scene

Leeds Bridge

Accordion Player 
Man walking around a corner

(4)
Il primo cartone animato della storia. Proiettato tramite prassinoscopio.

Autour d’une cabine

(5)
Per la lista e i filmati delle prime 10 pellicole proiettate in quella sera del 28 dicembre 1895 vedere in fondo al post della puntata precedente: https://maldicapelli.wordpress.com/2013/01/21/controstoria-del-cinema-2/

Spuntatine (45)

Gli F-35 sono a rischio fulmine. Li compreremo per regalarli ai nemici.

I costosissimi F-35 che ha ordinato l’Italia sono a rischio fulmine. Ma con qualche milione di dollari in più ti danno una fantastica cover.

Ma chissà se sono ancora in garanzia.

Corona si nascondeva in Portogallo. Stava chiedendo alla regina tre barche per scappare in America.

Non essendo in politica Fabrizio Corona si è costituito.

Corona si è costituito. “Ecco fatto, ora posso andare?”

Corona catturato. I vip possono tornare tranquillamente a frequentare le amanti.

Corona querela chiunque insinua che abbia pianto. Chi invece sostiene che in carcere abbia raccolto saponette può stare tranquillo.

Trezeguet dice che Corona ha pianto.

Corona querela chiunque dica che ha pianto. Per una volta vuole provare a stare dall’altro lato del processo.

Corona ha cominciato la fuga citando Kafka sulla spiaggia e l’ha conclusa come Gregor Samsa.

Corona ci tiene a far sapere che non ha pianto. Che ometto.

La mamma è orgogliosa di lui.

E comunque tranquillo, piangerai.

La Atari dichiara fallimento. Non le restano più vite.

Non è riuscita a prendere il bonus.

La cosa più sorprendente dell’esclusione di Cosentino è che per una volta Berlusconi ha accontentato Alfano.

Gaffe della D’Urso “Saluto i ciechi che ci guardano”. E’ convinta che qualcuno la segua per motivi diversi dalle tette.

In particolare ha salutato i lettori del suo servizio del 1980 su Playboy.

Texas: sparatoria in un college. Ormai fa parte del programma di studi.

Sparatoria in un college, tre feriti. Soddisfazione per il trend decrescente.

Sembra scomparso il sito Pontifex. Finora a vuoto i tentativi di rievocarlo con pesanti bestemmie.

Pontifex scomparso dal web. Dio lo ha punito per i suoi peccati.

Candidata PdL simula un orgasmo in diretta tv. “E invece per diventare Ministra?”

Trovato calcare su Marte. La prossima sonda sarà filippina.

Nasce FaceWash, social network che elimina dal tuo profilo qualunque fonte di imbarazzo. Ehi, che fine ha fatto la mia foto?

Il calciatore del Barcellona Gerard Piqué chiama suo figlio Milan. Lo batterà in continuazione.

E comunque fossi il padre farei l’esame del Dna.

Parlamento israeliano spaccato a metà. Se volete vi prestiamo Casini.

Napoli, clochard muore nell’indifferenza, mentre avventori di un bar continuano a sorseggiare caffè.
Ok, ma che caffè?

“Cameriere, c’è un cadavere nel mio caffè”.

Presso un bar di Napoli, clochard muore tra l’indifferenza dei clienti che bevono caffè. Rovinandone l’aroma.

Beccati questa, Milano.

Bersani chiede tagli alle spese degli F35. Ordinati quelli senza parafulmine.

“Il PD non è un pericolo comunista” ha detto Monti, togliendoti l’unico motivo per cui voti Berlusconi.

Rovinato un intero ventennio di propaganda.

Fondo Monetario Internazionale “La ripresa è nell’aria”. E niente arrosto.

Secondo il FMI la ripresa è nell’aria. Perciò verrà privatizzata.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale la ripresa è nell’aria. Ma solo per quelli del sagittario.

Uomo perde il naso, gliene cresce uno nuovo sul braccio. Grazie a un medico cubista.

Un naso sul braccio. “E’ incredibile” ha detto il culo.

Biologi registrano discorso di Martin Luther King su frammenti di Dna. E sulle sequenze CAG-ATA si appuntano interventi di La Russa.

La Lega Nord candida un nero. Lui assicura che è psoriasi.

La Lega candida un nero. E con questo hanno infranto tutti i loro vecchi slogan.

E’ facile da riconoscere, è quello davanti a Borghezio con lo spray.

Ma se la Lega candida un nero credo che nessuno di loro ha mai capito il programma.

Cosmetici: stop ai test sugli animali. Era ora, prima di portar giù la mia cagnetta dovevo pure aspettare che si truccasse.

Cosmetici e prodotti di abbellimento: presto il divieto di sperimentazione sulle banche.

Ridotta la scorta a Berlusconi. Rimedierà con del cerone antiproiettile.

Tre duomi un soldo.

Berlusconi torna in piazza ma col giubbotto antiproiettile. Ma lui per farla ancor più tragica userà un polmone d’acciaio.

Visite su Youporn, italia al quarto posto nel mondo. Colpa mia, uso un proxy.

Addio a Manfredo Manfredi, creatore del Mulino Bianco

Controstoria del cinema (2)

(puntata precedente)

Intere settimane di appostamento nella speranza di riprendere qualche dirimpettaia sbadata in déshabillé dinanzi alla finestra, ma invano. I fratelli Lumière cominciarono a credere che il loro marchingegno inventato per immortalare donne nude si rivelasse inutile. Il freddo autunno lionese era alle porte e presto le imposte del condominio di fronte sarebbero rimaste chiuse. E il nostro intento di narrare i primordi della storia di youporn deve abbattersi contro quelle persiane sbarrate e ridimensionarsi ad un obiettivo più modesto: narreremo la storia del cinema.
Che fare della loro invenzione? I due fratelli decisero di impiegarlo come videocamera di sorveglianza nella loro fabbrica di pellicole. Sospettavano che qualche operaio astuto timbrasse l’ingresso alle 8.00 e alle 8.05 già si dileguasse clandestinamente, sperando di non venir pizzicato. Con il cinematografo avrebbero potuto finalmente incastrarlo.
Questa ripresa delle 8.05 è ufficialmente considerata il primo film della storia*: “l’uscita (abusiva) dalle fabbriche Lumière”.

“Ho timbrato l’ingresso ed esco un attimo. Coprimi”.

Effettivamente qualcuno faceva il furbo.
Mentre ammiravano e rimiravano il materiale registrato, oltre a constatare che persino il cane da guardia se la svignava in anticipo, i Lumière restarono ammaliati da quelle fotografie viventi, quegli spettri inafferrabili che si muovevano sullo schermo.
– Secondo te alla gente questa roba può interessare? Oltre che al sindacato, intendo – chiese Louis al fratello.
– Io credo che con questa roba a Parigi ci riempi un club, ci fai decine e decine di repliche e porti a casa sia il Nobel che l’Oscar.

L’intrattenimento di fine ‘800 era caratterizzato da spettacoli di vaudeville in piccoli locali, balletti, giocolieri, prestigiatori. Qualcuno di questi illusionisti inseriva nel proprio repertorio alcuni giochi ottici, come ombre cinesi, lanterne magiche, spesso spacciandoli per trucchi di magia.
Insomma, c’era disperatamente bisogno di un cinema.
(esempi di spettacoli di Pre-cinema: http://it.wikipedia.org/wiki/Precinema)

– Ma bisogna pensare anche ad altre temibili applicazioni. Ad esempio: eviti accuratamente una festa di matrimonio non presentandoti, ma poi ti invitano a visionare il filmino. Senti, facciamo un favore all’umanità, distruggiamo quest’aggeggio – osservò uno dei due.
Ma prevalse il bicchiere mezzo pieno. Decisero che avrebbero realizzato altri filmati nella speranza di poter organizzare un’esibizione in qualche locale di Parigi.
E così fecero. Auguste aveva approntato tutto per una storica serata al Grand Cafè des Capucines di Parigi mentre Louis si era occupato di riprendere qualche ulteriore scena per l’esibizione.

– Cos’hai ripreso? Spero non comunioni e battesimi.
– Ho ripreso il congresso dei fotografi, una piazza di Lione, un paio di maniscalchi al lavoro, ragazzi che si tuffano in mare, un bimbo che mangia e uno che gioca con dei pesci rossi. Ah, e due acrobati – informò Louis.
– Intendi farli addormentare e derubarli nel sonno? – rispose contrariato Auguste – E’ la scaletta più pallosa che io abbia mai sentito
– Prenditela con la realtà, è lei ad essere pallosa – sentenziò Louis Lumière, aderente al manifesto Dogma 1895.
– E’ una fortuna che il nostro apparecchio non possa registrare più di 50 secondi, la noia durerà poco.
Andava necessariamente girato qualcos’altro. Almeno una scenetta che potesse risultare divertente.

Ecco alcune delle proposte scartate:

  • Riprendere un inseguimento rocambolesco.
  • Realizzare qualche remake. O un sequel.
  • Torte in faccia.
  • Scontro di spadaccini armati di baguette.
  • Ospitare dieci persone all’interno di una casa e seguire tutti i loro movimenti.
  • Un film pieno di scoregge da intitolare “Natale a Lyon”.
  • Un treno che corre in direzione della cinepresa facendo credere che prosegua dritto verso il pubblico.
  • La storia di qualcuno che va su un pianeta chiamato Pandora dove sono tutti blu e alla fine decide di diventare come loro.
  • Scena di un’esplosione con il protagonista inquadrato mentre prosegue impavido verso lo schermo senza voltarsi.
  • Entrare in un teatro e registrare abusivamente rubando il lavoro creativo altrui.

– Nostro zio è giardiniere. Chiediamogli di spruzzare d’acqua un passante e noi riprendiamo.
– Ottima idea! Mi piace! Facciamolo!
A quell’epoca ci si divertiva con poco.
Stava nascendo così la prima candid camera.
L’indomani allestirono il set sul prato ed era tutto pronto per le riprese:
– Quel tizio lì, spruzza quel tizio lì, guarda che faccia da idiota! – lo zio giardiniere ci provò, ma nulla.
Scoprirono che il tubo non arrivava sino al bordo del cancello. L’idea era inattuabile. Addio candid camera.
Fu necessario chiedere a qualcuno dei passanti di avvicinarsi e farsi innaffiare volontariamente.
Ne fermarono uno, che divenne il primo attore scritturato nella storia del cinema. Il giovane vedeva in grande e accettò, ma chiese il 20% degli incassi, un camerino tutto suo, un truccatore e modifiche alla sceneggiatura. Ma accettò la controfferta di due panini sconditi, un biglietto del tram e sberle finte durante le riprese. Ma la sua modifica alla storia piacque.
Fu così realizzato il primo film della storia del cinema ad essere provvisto di trama.

Ecco i dieci film in scaletta di quella serata del 28 dicembre 1895.
Non ci fu il pienone, gli spettatori furono appena 35, gli altri preferirono attendere l’uscita del dvd.

* = in realtà quello dei Lumière non fu il primo film della storia, come si vedrà nel prossimo post.

Una controstoria

– Louis, vieni! Sbrigati, fai presto!
La mattinata in officina era noiosa come tutte le altre, e solo ogni tanto capitava qualcosa che la colorasse di interessante ed era un peccato lasciarsela sfuggire. Ma quella volta l’evento improvviso non fu una semplice distrazione, bensì un vero e proprio punto di svolta epocale le cui conseguenze sono giunte amplificate sino ai giorni nostri.
– Arrivo, arrivo
– Ma dai, troppo tardi. Niente, come non detto.
– Che è successo?
– Eheheh sapessi.
– E dimmi, dai!
– La tipa della finestra di fronte… completament… Di nuovo, vieni, girati, presto!
– Aspetta, eccomi.
– Cristo se sei lento! E’ stata lì un attimo e si è spostata.
Louis si sedette e decise di mettersi in appostamento assieme al fratello.
– Nuda?
– Totalmente.
– Voto?
– Uno spettacolo, credimi. Un otto alla rotondità delle tette e un bel sette di incoraggiamento al culo.
– Non devo assolutamente perdermela.
– Eh no.
Suonarono al cancello.
– Vado io – disse l’altruista Auguste – niente seghe tu nel frattempo eh?
– Spero che almeno ne capiti l’occasione – fece Louis
Era papà Antoine che chiedeva se erano pronte quelle lastre fotografiche ordinate da alcuni artisti parigini.
Nel frattempo l’inconsapevole generosità della vicina sbadata non aveva concesso alcun bis.
– Ehi, le lastre! – osservò Louis, che non aveva ancora avuto modo di esprimere il suo giudizio su quelle deliziose curve a un isolato di distanza.
– Sì, sono pronte, le stiamo già spedendo.
– Potremmo usarne qualcuna per immortalare la tipa, che ne pensi?
– Genio. Ne abbiamo giusto un paio pronte per l’uso, proviamo.

Ma le lastre fotografiche delle fabbriche Lumière non erano poi così adatte. Tempi di esposizione troppo lunghi rendevano impossibile immortalare l’attimo. Louis non riuscì a guardare le piacevoli nudità della sua vicina. Nè quel giorno nè mai. E farsele raccontare dal fortunato fratello non era affatto la stessa cosa.
Con le lacrime agli occhi assisterono alla scena del garzone dei tendaggi che sistemava le malfunzionanti persiane. Ora scorrevano perfettamente, si aprivano e si chiudevano con un semplice gesto.
Afflitto dal rimorso, Louis giurò a sè stesso che tutto ciò non sarebbe più accaduto.
Lui e suo fratello Auguste si impegnarono a trovare un sistema per catturare e immortalare per sempre quegli spettacoli inattesi. Dopotutto il palazzo di fronte era pieno di giovani fanciulle e l’occasione avrebbe potuto ripresentarsi facilmente.
Pianificarono ogni cosa con estrema perizia. Era necessario adottare cinque diverse soluzioni:
– non più lastre fotografiche in vetro, ma pellicole di celluloide, flessibili, scorrevoli;
– apparecchi di registrazione in grado di imprimere su queste pellicole almeno 16 immagini al secondo;
– fori ai bordi delle pellicole e rocchetti di trascinamento dentellati negli apparecchi di registrazione, in modo da permetterne lo scorrimento alla velocità necessaria;
– proiettori in grado di trasmettere quei 16 fotogrammi al secondo;
– un otturatore in grado di coprire i passaggi di transizione durante lo scorrimento della pellicola in fase di proiezione.
Ebbene, non era necessario inventare nulla di tutto ciò, per il semplice motivo che era stato già inventato tutto da altri ingegnosi pionieri dell’ottica, come Eastman, Marey o Muybridge. Bisognava unicamente assemblare questi cinque prodigi della tecnica in un unico, comodo apparecchio.
Dopo numerosi tentativi, i fratelli Lumière non ci riuscirono, ma grazie alla ricchezza del padre imprenditore poterono permettersi di acquistare i diritti del marchingegno realizzato da un certo Léon Bouly, l’inventore che realmente riuscì nell’impresa, e che essendo povero in canna non aveva di che pagare i canoni annuali del suo brevetto. Lo modificarono giusto un po’, quasi a far credere che fosse un’invenzione completamente nuova.
E’ grazie a questa serie di eventi che i fratelli Lumière donarono all’umanità l’invenzione che ha cambiato per sempre il mondo dell’intrattenimento: Youporn!
Poi, come ben sappiamo, l’invenzione è stata adoperata anche per immortalare soggetti meno interessanti, come donne vestite o addirittura paesaggi, o per riprendere gag comiche o scene di avventura, e così via. Ma è nell’ordine delle cose che ogni invenzione annoveri anche applicazioni di importanza minore.
Di cuore: grazie Louis, grazie Auguste.

(continua…)

Algoritmo dell’impunità

algoritmo[1]

Prequel

Improvvisamente decise che ne aveva abbastanza di quella solitudine e stabilì che avrebbe dovuto fare qualcosa, ma cosa?
Escogitò diverse possibili soluzioni per porre fine a quell’isolamento che durava ormai da un’eternità.
Era in grado di fare qualsiasi cosa, la più inconcepibile, sarebbe stato un peccato intestardirsi su quella esistenza da ramingo.
Doveva semplicemente far vedere di cosa fosse capace e sicuramente avrebbe trovato qualcuno disposto a credere in lui.
Decise cosa fare, scelse la sua idea migliore, scoppiò la scintilla, sembrava soddisfatto del suo imperscrutabile piano, sorrise fiducioso.
Preventivò un impegno di sei giorni, al settimo avrebbe ammirato il tutto.
“Sia la luce”.

Delitto

Dovevo farlo sparire, ma non volevo che gli altri vedessero. Nel sacco di plastica si sarebbe intesa la sua forma. Così presi un seghetto e cominciai a tranciarlo in pezzi. Fu faticoso, ma alla fine potevo finalmente disfarmene, senza dare nell’occhio ai vicini ficcanaso, e senza provocare un crepacuore a mia nonna, che abita al pianoterra e avrebbe subito capito che razza di nipote ha.

Così mi feci forza, lo trascinai un po’ goffamente per le scale e finalmente potei buttarlo, senza alcun impedimento o imprevisto ,al primo bidone possibile, tutto quel pane vecchio.

Invano

Quella mattina il Paradiso ospitava uno scenario insolito. Urla, ansia, disperazione per alcune anime. Per le altre la fastidiosa, tutt’altro che paradisiaca, impossibilità di riposare in pace nelle loro suite. Enorme era il putiferio che proveniva dagli spaziosi corridoi. Ignoro se in Paradiso la curiosità venga vista come un peccato assimilabile alla brama, all’astuzia, alla cupidigia o se al contrario sia considerata una caratteristica positiva come la predisposizione alla contemplazione, e di certo lo ignoravano anche le anime stesse, poiché solo alcune di esse osarono aprire le porte delle proprie stanze per ficcanasare su quanto accadesse fuori, mentre altre preferirono restare ignare e imbottite nei bozzoli dei propri freschi piumoni.

Quella parte che si piazzò fuori scorse uno spettacolo inverosimile.

– Ma che ca… che dia… che cosa sta succedendo? – si sarebbe chiesto qualsiasi spettatore, e così fecero appunto quei miliardi di anime che osarono sbirciare.

Coppie di santi e angeli scortavano, anzi, trascinavano impietosamente numerose anime verso le uscite, come se Dio avesse avuto dei ripensamenti.

Sì, ripensamenti.

– Tranquilli, l’elenco degli espulsi è limitato. Tornate pure nelle vostre stanze, chi doveva essere cacciato è stato già preso e sta per essere riversato negli Inferi – disse un arcangelo armato.

– Ma avevo già superato la selezione all’ingresso, non è giusto! – urlò gemente e piangente uno dei neo-peccatori trascinati con la forza fuori dal Paradiso.

– Un’intera vita a non toccare mezza figa, e ora mi cacciate? – si disperò un altro.

Dio era furibondo. Era la prima volta che ripensava un suo giudizio. Questa volta aveva deciso di rimandare giù decine di migliaia di anime ormai peccatrici in base alla nuova giurisprudenza.

– Se Dio ha ripensamenti vuol forse dire che è fallibile? – eccepì uno dei curiosi affacciato e sfacciato, dal ciglio della sua porta.

– Come osi? Si chiamano punti di vista, e ora sono semplicemente cambiati, non c’è alcun errore, ma solo una diversa valutazione – disse una visibilmente infastidita voce tonante, meditando un po’ sulle parole espresse, misurandole attentamente.

– Quindi Dio è volub…? – osò rispondere nuovamente quel curioso, prima di essere messo a tacere da poteri superiori, con il battente della porta che si chiuse di colpo schiacciandogli il naso.

A San Pietro non era mai capitato in precedenza di dover mettere mano al chiavistello per far uscire residenti. Aveva sempre pensato che l’accesso al Paradiso fosse una condizione definitiva, non si era mai domandato se fosse possibile peccare anche all’interno ed essere per questo mandati via. E quando capitò quella ribellione di Lucifero lui non era ancora stato assunto, quindi per lui erano i primi casi di fuoriuscita.

Contò oltre sessantamila cacciati quel giorno, e non aveva idea se la cosa si sarebbe ripetuta l’indomani, se nel pomeriggio o in tarda mattinata ci sarebbero state altre ridestinazioni. Ma non resistendo alla curiosità appese un cartello “Torno Subito” al cancello e si diresse in tutta corsa verso l’ufficio del principale.

– Posso umilmente chiedere a Sua Onnipotenza cosa sta succedendo nei corridoi del Regno? – chiese San Pietro al cospetto del Signore.

– Quanto sta accadendo sulla Terra Mi è sempre più intollerabile – bofonchiò Dio, visibilmente infastidito. Nemmeno Lui era poi così contento di questi ripensamenti, di questa Sua inattesa e sconveniente volubilità.

– Ho avuto l’ordine di aprire i cancelli per alcune espulsioni. Non ho idea di quale possa essere il motivo, salgo dalle nuvole. Ma umilmente ho obbedito agli ordini e chiedo altrettanto umilmente di poterne essere messo al corrente, se Sua Ineffabilità lo ritiene opportuno – richiese ancora con estrema devozione il Sacro Custode.

– Tu non puoi nemmeno lontanamente immaginare cosa!

– Ehm, certo, Sua Immensità, non ho quel dono di sapere… ogni…

– Succede che sempre un maggior numero di gente Mi chiama ‘porco’. A Me!

– Oh por.. Oh ca… Oh terra. Ma, ma dice davvero? – disse il Santo, cercando invano di ponderare le parole.

– Vado forse Io blaterando menzogne? – rispose Dio, ultimamente un tantino permaloso.

– Ma come possono , come osano gli esseri umani adoperare quell’epiteto per Sua Eternità?

– Porco! A Me! Che quando ho voluto mettere al mondo un figlio, pur di concupire quella delicata quindicenne ho dovuto escogitare un imene a impulsi quantistici e l’intercessione da parte di un arcangelo e di un ectoplasma spiritico, insomma, pur di non sfiorarla, tu non sai quanto impegno Mi è costato.

– Credevo che quando si fosse onnipot… Sì, certo, tutto chiaro, impegno enorme. E cosa c’entrano quelle anime che già erano state selezionate come adatte al Paradiso?

– Ho deciso di cambiare i Miei sistemi di valutazione. Finora non Mi offendevo mica, non sono mica permaloso, Io! Non sono mica scalfito da queste formiche di umani che Mi danno del maiale, Io! Ma la situazione è diventata ormai ingestibile. Quindi ho deciso: che vadano all’Inferno. – disse Dio letteralmente – E non solo gli attuali terrestri, ma anche coloro che in passato si sono macchiati di tutte le relative infamità sulle quali sino ad ora avevo chiuso il triangolo. Me, che rabbia!

Sarebbe divertente prendere nota di quali siano le esclamazioni più in voga in Paradiso, ma adesso non è il caso di perderci in questa digressione.

– Quindi, vediamo se ho inteso bene – tentò di riepilogare San Pietro – Stiamo espellendo coloro che in passato hanno bestemmiato ed erano stati perdonati da Sua Misericordia, e ora invece con quella cosa lì… come si chiamava… ehm… con i nuovi criteri di valutazione sono condannati all’Inferno?

– Ma che foglia di fico vai dicendo! – disse Dio, seccato per l’impossibilità di essere compreso dagli altri. Lo svantaggio dell’imperscrutaiblità.

– Porgo le mie più sacre scuse, ma avevo inteso che… – disse umilmente il Santo, timoroso di essere rimpiazzato da Paolo alla custodia del cancello come già minacciato dal Supremo in occasioni precedenti.

– Quelli che Mi hanno davvero fatto perdere la pazienza sono tutti questi improvvisati difensori del Mio buon Nome. – disse il Creatore, scimmiottandone gli atteggiamenti – Ma chi li ha chiamati? Chi li vuole? Chi ne ha bisogno?

– Ah – disse San Pietro, visibilmente confuso.

– Ma riesci ad immaginare cosa ciò voglia dire? E’ come sulla Terra per un uomo venir difeso da una femminuccia. Dai – disse l’Eterno soddisfatto del perfetto esempio trovato all’istante –  è un po’ vergognoso, non trovi?

San Pietro si limitava ad annuire, cercando di nascondere lo sbigottimento causato da quelle inattese parole.

– Dico sul serio. Se un pidocchio terrestre Mi dice ‘porco dio’ e Io ho voglia di terminarlo, lo faccio da Me, no? Me ne occupo Io, no? E in genere lo faccio. Ho punito l’ultima bestemmia con una scivolata dall’ultimo gradino di una scala e la penultima con un incidentale morso alla propria lingua. La terzultima con una bocciatura all’esame di guida. So Io come regolarMi,  ma chi sei tu, piccola creatura plasmata dal mio fiato, per prendere le Mie difese, o peggio ancora, le Mie veci?

– In effetti il ragionamento fila – osservò Pietro.

– Come, scusa? Se sono Io a farlo perché mai non dovrebbe filare?

– No, intendevo dire – San Pietro sudava malgrado l’aria condizionata del Paradiso fosse la freschezza per antonomasia – uno stolto come me non poteva certo giungere a questa acuta conclusione. E’ sorprendente come la retta via di pensiero apra porte che… Sua Onniscienza, non ho la benché minima idea di come completare questa mia umile considerazione…

– Questi sedicenti difensori del Mio Nome non fanno che danneggiarMi ulteriormente. Ad esempio, tu sai che il successo di ‘Gola Profonda’ fu dovuto soprattutto ai benpensanti che volevano censurarlo?

San Pietro sapeva, lo sapeva eccome, ma per un attimo pensò fosse meglio fingere di non saperlo. Poi si ricordò che… – Ehm, sì, la vicenda è giunta alle mie orecchie.

– Seh, orecchie – disse Dio, in una improvvisa parentesi spiritosa – Il problema di questi tutori del Mio buon Nome è che pubblicizzano maggiormente ciò che Io vorrei evitare si diffondesse. Io più di ogni altro so che se dici a qualcuno di non mangiare una XXXXX di mela – credetemi, disse proprio XXXXX, per dare maggior enfasi al suo ragionamento – so benissimo che quel qualcuno non dormirà la notte per chiedersi “Ma chissà cos’avrà di speciale quella mela”, e il giorno dopo mangerà, noncurante del divieto, quella XXXXX di mela. Quindi sono proprio costoro, questi benpensanti, questi improvvisati paladini della fede,  i maggiori colpevoli, i più grandi fautori della diffusione dei porchidii nel mondo.

– Non ci avevo pensato – osservò San Pietro.

– Ma ciò che mi infastidisce realmente è quel peccato di superbia che commettono nel volersi sostituire alle Mie strategie di interventistica, e soprattutto questa pessima considerazione che hanno di Me. Non sanno forse che Io sono Onnipotente? Non sanno forse che Io sono Perfetto? Il loro atteggiamento sembra metterlo fortemente in dubbio. Avrei potuto benissimo inserire un altro comandamento, qualcosa come “non tutelare il nome di Dio invano”, ma perchè avrei dovuto? Avevo già sentenziato altrove i vizi capitali della superbia e dell’ira. Sarebbe stato un comandamento ridondante. E poi undici comandamenti non suona affatto bene come dieci, non trovi?

– D’accordissimo – ribattè il santo interlocutore, ormai incapace di esprimere un’idea che fosse propria.

– Questi qui non si accorgono di peccare di superbia, di ira, di malafede. Sono infedeli a tutti gli effetti! Sono loro a peccare di vilipendio nei miei confronti. E poi personalmene preferisco passare per porco che per permaloso. Credimi. Dopotutto Adamo ed Eva li ho creati senza foglie di fico addosso. E finché non mangiarono quella mela per Me era come avere youporn gratis tutte le sere.

San Pietro impallidì.

– Poi quel XXXXX di serpente – per le XXX vedi sopra – svelò il trucchetto e quelli si coprirono con una foglia di fico. Credimi, ci rimasi malissimo.

San Pietro voleva essere altrove.

– Sto scherzando, xxxxxxxx! Ahaha, ti frego sempre! Ho la vista a raggi X, no? Che problema può crearmi una foglia di fico, un copricapezzolo o un playtex. E ragiona ogni tanto! – disse Iddio, simpaticone.

San Pietro tremava, voleva liberarsi il prima possibile da quella surreale conversazione.

– E perché? Dai, rilassati, stiamo scherzando – disse Dio, avendogli letto nel pensiero. – Ma darmi del permaloso, guarda. Io vorrei che la gente capisse che Sono un bonaccione, Uno che sa stare allo scherzo, come quella statua del Cristo Compagnone nel film di Kevin Smith. Quindi, nuove regole. “Non tutelare il nome di Dio invano” diventa un comandamento non scritto. Ma chiunque abbia mai applicato una censura per un’offesa rivolta a Me personalmente, verrà considerato un peccatore, non importa se sia già salito quassù, lo ricaccio giù senza problemi. Dopotutto anche la Madonna si è finalmente espressa a favore di questa mia decisione. Convincere Lei è stata la parte più dura, altrimenti avrei intrapreso questo provvedimento molto tempo fa. Le ho detto “ma dai, un po’ di quelle paroline piccanti non hanno mai fatto male a nessuno”. E dopo lunghi tentennamenti ieri notte si è detta finalmente ed entusiasticamente d’accordo.

San Pietro stava per svenire.

– Quindi per Me il vero male è rappresentato da questi benpensanti, ben più blasfemi dei blasfemi semplici. Ho seriamente ripensato a tutte le schede di valutazione che avevamo qui. Andranno a far visita agli altri inquisitori che erano laggiù già da un pezzo. Vadano tutti al diavolo! Quello sì che è un gran porco!

San Pietro di fronte a cotanti turpiloqui stava per farsi un segno della croce, ma nel rispetto dell’intero discorso desisté.

– Ahah, non sai come comportarti. Ma te l’ho detto, rilassati, fatti pure quel segno, facciamo finta che sia istintivo.

San Pietro obbedì all’istinto. San Pietro sperava che fosse tutto un sogno.

– Beh, forse lo è – disse il Signore, rileggendogli il pensiero.

– Sogno? Che significa sogno? Sua Perfezione mi sta dicendo che tutto questo potrebbe essere un sogno? – San Pietro lacrimava, tremava, ansimava, era ridotto uno straccio.

– Ascolta Pie’. Sto per dirti una cosa che ti sconvolgerà.

– Più di…

– Sì, più di quanto già rivelato finora.

San Pietro era già seduto. Chiese il permesso di sdraiarsi. Misericordioso, Dio accordò.

– Dimmi Pietro, quante religioni conosci sulla Terra?

– Ehm… sei? le tre politeiste e le tre monoteiste? – rispose tentennando Pietro, ormai insicuro su tutto.

– Bravo, hai letto il depliant che consegniamo alle elementari. Idiota! Sono molte di più!

– Allora proprio non so – constatò il Santo, costernato.

– Saranno migliaia – lo informò Dio – E’ impossibile contarle tutte persino per Me, a volte Mi sfuggono le sfumature dei loro precetti, alcune Mi sembrano identiche ma loro per motivi di potere dicono che sono diverse, quindi non so come regolarMi. Fatto sta che ognuna delle sei grandi religioni che tu hai citato conta oltre centinaia di professioni di fede differenti. A queste aggiungi tutte le sette derivate, ognuna delle quali difenditrice di dogmi a volte addirittura contrapposti a quelli del credo iniziale. Spesso alcune confessioni derivate fanno appello a differenti testi sacri o a differenti interpretazioni degli stessi. E a queste fedi differenti aggiungi tutte quelle non derivate dalle iniziali sei. Culti di Zeus, riti celtici, zoroastristi, bahai o le psico-sette come vegani, scientologi e vaticanisti. Migliaia!

– Migliaia – ribadì quasi privo d’anima Pietro.

– Ora, secondo te, Pietro, fedele credente e praticante, è possibile che tra tutte le migliaia di religioni esistenti, sia proprio quella in cui credi tu la religione giusta? Quella che condurrà l’uomo alla salvezza?

– Beh, sì, la nostra è quella più giusta, quella più votata al bene dell’uman…

– Ma smettila con queste parole da provincialotto – Dio non lo lasciò nemmeno terminare. – Hai mai letto il testo del Corano? Ha molte meno contraddizioni della nostra Bibbia, sai? E la fede buddhista? E’ molto affascinante. Io stesso se non fossi titolare di una religione tutta mia mi sarei iscritto a quella.

– In ogni caso io credo di avere la prova che…

– Che io sia qui davanti a te? E se fossi solo una suggestione? Magari il Dio dei dervisci rotanti ha fatto sì che tu avessi tutta questa visione per qualche suo oscuro fine. Lo dice anche il proverbio “I piani del Signore dei dervisci rotanti sono imprescrutabili”.

San Pietro si alzò dal lettino e per un attimo girò su se stesso.

– Era semplicemente la prima religione che Mi è venuta in mente, ora smettila di gironzolare come un imbecille – lo ammonì Dio.

– No Signore, non mi votavo alla causa dei dervisci rotanti. Sono frastornato e mi gira realmente la testa, io non so più a cosa …

– Esatto. E quando avrai deciso in cosa credere, non rompere i coglioni agli altri – sì, coglioni lo disse in chiaro, le XXX gli avrebbero rovinato la necessaria enfasi – dal momento che la tua è solo una fissazione, una fede in qualcosa su cui non puoi avere prove, qualcosa di irrazionale, una convinzione che il 99% delle volte è solo statistica geografica.

– Non romperò nulla a nessuno, prometto, Sua Imperscrutabilità.

– Ciò che devi capire, caro San Pietro, è che c’è meno dell’uno per mille di probabilità che il sistema di credenze che professi sia quello che realmente governa l’universo, meno dell’uno per mille di possibilità che la religione corretta sia quella in cui credi tu. E quindi, forse, questa conversazione tra me e te, non è mai avvenuta.

CapoDanno

C’è qualcosa di concettualmente sbagliato nei festeggiamenti del primo dell’anno. Specie per chi come me compila lunghe liste di buoni propositi e ancor di più per chi ha la sindrome del “lo faccio da lunedì” che ha l’imprescindibile variante “lo faccio dall’inizio del prossimo mese” e quindi vede nel 1 gennaio una sorta di primavera, di appuntamento rinascimentale.
Ecco: se abbiamo compilato queste lunghe liste di cose da fare, di impegni da rispettare, di compiti da svolgere, perchè poi trascorriamo il primo gennaio all’insegna del più totale cazzeggio? Mi sembra un controsenso.
Ad esempio nella mia lista di propositi dell’anno nuovo c’è quella di ultimare la tesi, di trovare un lavoro migliore, ma anche di acculturarmi, dedicando il tempo necessario per cercare di leggere un libro al giorno, per guardare un film al giorno, e dedicare più tempo alla mia forma fisica facendo più attività fisica, non importa se facendo ginnastica nel chiuso della mia stanza o footing in riva al mare.
E ora scusatemi, è il 3 gennaio e già mi tocca guardare tre film, leggere tre libri e fare 150 flessioni.