Ecce Adamo

(prequel)
(big bang theory)
(evolution)

Sesto giorno.
“Perchè non parli?” disse Dio ad un cercopiteco, trovandoglielo.
Era stufo di guardare quell’immensa puntata del mondo di Quark, soprattutto perchè priva della pacata telecronaca a cui noi siamo abituati, voleva dialogare, voleva che qualcuno si rivolgesse a lui, voleva un Piero Angela che gli spiegasse perchè ad esempio la gazzella per difendersi dal leone non chiedesse protezione al rinoceronte.
L’evoluzione si era fermata. Dopo dinosauri, rapaci, cetacei, squali e tigri dai denti a sciabola, la selezione naturale raggiunse il suo apice con la creazione del tardigrado, minuscolo insetto in grado di resistere a temperature glaciali e infernali, sott’acqua o schiacciato da pachidermi o a 20.000 metri di altezza.
Dopo quel fiore all’occhiello, a Dio non vennero in mente altre idee, se non lo scarabeo, curioso animaletto capace di sopravvivere alle esplosioni nucleari ma dai gusti decisamente discutibili in fatto di polpette.
C’era nuovamente bisogno di un Suo intervento.
E poi, a che serve aver creato un animaletto capace di resistere alla bomba ad idrogeno se nessuno la costruisce?
Da due differenti villaggi sequestrò un orango e un’oranga. Lei fu scelta perchè bravissima a fare la ruota. Lui perchè l’unica volta in cui fu costretto a preparare il cibo fece bruciare tutta la casa, inventando il fuoco.
Due menti eccelse per la realizzazione di una novità evolutiva senza precedenti.
Li depilò e li chiamò Adamo ed Eva. Conferì il dono della parola a lui, e inspiegabilmente anche a lei.
Conferì loro la postura eretta, migliorò le curve di lei e peggiorò quelle di lui. Addio pianeta delle scimmie, Dio aveva creato il primo uomo e la prima donna.
“Bene, ora baciatevi” impose Dio.
“Eh?” disse lei schizzinosa “Nemmeno se fosse l’unico uomo sulla terra”.
“Dio, fammi capire, sei onnipotente e mi crei una donna con la seconda? Conosco papponi molto più in gamba di te”.
“Coglione, è una terza” replicò stizzita Eva “E non capisco cosa te ne fai di una foglia di fico quando ti basterebbe un ciuffetto di basilico”
“Cretina, fa freddo. Certo che dev’essere un gran risparmio usare gli stessi reggiseni di quando avevi otto anni”.
“Vedo che tu invece hai risparmiato evitando accuratamente la palestra”
“E’ un ritrovo di finocchi”
“Che con le donne hanno molte più possibilità di te”
“Il mio fascino si basa su ben altro”
“Sulla tua abilità a nasconderlo”
“Tu sei una di quelle che parla e non combina mai niente. Vammi a prendere una birra e vediamo se sei utile a qualcosa”
“Puoi scordartela. A me piace essere servita e riverita. Voglio un uomo che sappia cacciare ma anche cucinare”
“Eri repellente già prima, non c’è bisogno di allontanarmi ulteriormente. E comunque per tua informazione stai parlando con l’inventore del fuoco”.
“A me risulta che stavi facendo bruciare casa”.
“E’ un rischio con cui deve convivere una persona focosa come me”.
“Non mi interessa. Prova con la donna che inventerà gli estintori”
“Sei troppo stupida per inventarne uno tu?”
“E’ che ti guardo ma non vedo accendersi nessuna fiamma”
Erano perfetti, litigavano come due innamorati persi, si avvicinarono piano piano e ormai privi di qualsiasi resistenza pomiciarono selvaggiamente.
“Dài, conosciamoci!” disse Eva nuda.
“Piacere, mi chiamo Adamo”
“Idiota, nell’Eden conoscersi significa ben altro. Mai letto la Bibbia?”
“Non sono un intellettuale”
“Se credi a ciò che è scritto lì dentro non corri alcun rischio”.
E attratti dalle proprie nudità non più scimmiescamente pelose ma totalmente glabre, approfondirono la loro conoscenza. Ma Adamo era talmente bruttino che durante l’amplesso Eva pensava a qualcun altro.

Da quell’amplesso nacquero Caino e Abele. Eva non riuscì ad avere figlie femmine, rendendo impossibile qualsiasi progenie. Caino e Abele provarono e riprovarono tra di loro, ma senza alcun successo. “Niente da fare, uno di noi dovrebbe essere femmina” disse Caino seduto. “Già” replicò Abele impossibilitato a sedersi.

Passarono gli anni, e voi non immaginate la sorpresa di Eva e dei suoi figlioletti quando nel giardino videro passeggiare una ragazza decisamente umana con una madre scimmiesca.
Da dove saltavano fuori?
Nemmeno Dio ne sapeva nulla. “Non l’ho creata io, giuro su Me” disse.
Eva scoprì la password di facebook di Adamo e vide le foto succinte di questa Lucy, la più anziana delle due.
“Chi è quella troia???” chiese furibonda.
“Io e te non siamo sposati. Non ti ho mai promesso fedeltà eterna” rispose Adamo alla convivente.
Nè le avrebbe mai dovuto pagare gli alimenti. L’attuale nozione di progresso va decisamente riconsiderata.
E quella Lucy era una scimmia antropomorfa un po’ sciacquetta che viveva nel vecchio villaggio di provenienza di Adamo.
“Ma cazzo, è una scimmia! Che ci evolviamo a fare se devi regredire così?”
“Sa fare certe cose con la coda…”
Anche la nostra nozione di evoluzione va decisamente rivista.
“Senti Eva, oltretutto Lucy ci ha dato una progenie femminile. Ora Caino e Abele potranno divertirsi e popolare il mondo! Capisci Eva? Prima ho scoperto il fuoco e poi ho salvato l’umanità. E tu continui a farmi una scenata. Voi donne siete assurde.
E comunque preparati, tra un po’ dovrebbero venire a trovarci, le mie due figlie”
“Due?” esclamò sorpreso Caino, che aveva appena litigato con Abele per decidere chi sarebbe uscito con la ragazza quella sera. “Ops…”

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