Programma

Gli avversari avevano scelto di inquadrare il loro candidato davanti a una locandina di Tarantino. Fa molto moderno, al passo coi tempi e denotava attenzione alle problematiche attuali. L’elettorato gradì molto e lo premiò con due punti percentuali rosicchiati al candidato che era stato inquadrato alla Scala durante la prima del Lago dei Cigni. Che comunica morte, doppiezza, antianimalismo. Un terribile passo falso.

Le scalette di entrambi gli uffici marketing prevedevano partitella a carte con gli anziani, sgambettata di calcio con i ragazzi dell’oratorio e infine foto con cagnolino al guinzaglio e abbraccio con bambino, facendo attenzione a non invertire.

“Ci stanno copiando tutto e migliorano le nostre idee!” si lamentò il curatore di immagine del candidato di sinistra “Il nostro si fa fotografare solitario con una birra, loro usano un cocktail con ombrellino in mezzo a più gnocca di quanta ne vedi in un video rap. Il nostro aiuta ad attraversare la strada a una donna anziana, loro portano i disabili in carrozzella a Fregene”.
“Senza contare che uno dei loro in motorino ha scippato la nostra vecchietta”.
“Eh, lo so, ci si ritorce tutto contro in questa campagna”.
“Per fortuna nessuno ha scoperto che in realtà per evitare ulteriori imprevisti la nostra catarrosa ottuagenaria era un giovane opportunamente travestito. Sai che figuraccia altrimenti”.
“Eh, ma molti già vociferano”.
“Annunciare un fidanzamento con qualche raffinata signora?”
“Non va bene. Lo hanno fatto loro e adesso stanno rinnegando miseramente. Il loro uomo è tornato dalla D’Urso che non sapeva che cazzo chiedergli”.
“Il nostro sa cantare? Potrebbe far parlare di sè più di tutto Sanremo. E’ il periodo favorevole”.
“L’altro sa cantare meglio e c’ha pure il chitarrista. Lasciamo perdere”.
“Ci serve uno slogan. Una frase lapidaria che seppellisca tutto il centrodestra”.
“Loro c’hanno l’inno, manifesti di forte impatto memetico e un intero lessico e frasario che da 20 anni ormai usiamo anche noi. Niente motti, quel che ci serve è un’idea”.
Ma il tempo utile stava scadendo e l’idea non arrivava.

Una buona idea in passato fu quella di far prendere al candidato di sinistra i prodotti sistemati sugli scaffali in alto nei supermercati. Sono quelli che costano meno e in periodo di crisi quell’immagine inneggiava al risparmio. E soprattutto l’avversario non poteva imitarlo.
Ma il centrodestra rispose inventandosi lo slogan “Il commesso è tuo amico! Per una spesa consapevole chiedi a lui”, aggirando l’ostacolo.
Fu una schiacciante dimostrazione di superiorità mediatica.

“Senti, e se invece, piuttosto che concentrarci sul marketing della campagna elettorale ci soffermassimo sulla realizzazione di un condivisibile programma politico?”
“Ma non diciamo stronzate. La gente vota la campagna più bella, non il programma”.

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One Response to Programma

  1. Cri says:

    Non posso perderti di vista un attimo, sennò mi perdo robe fantastiche, come questa, disseminata di preziosità assolute.

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