Controstoria del cinema (2)

(puntata precedente)

Intere settimane di appostamento nella speranza di riprendere qualche dirimpettaia sbadata in déshabillé dinanzi alla finestra, ma invano. I fratelli Lumière cominciarono a credere che il loro marchingegno inventato per immortalare donne nude si rivelasse inutile. Il freddo autunno lionese era alle porte e presto le imposte del condominio di fronte sarebbero rimaste chiuse. E il nostro intento di narrare i primordi della storia di youporn deve abbattersi contro quelle persiane sbarrate e ridimensionarsi ad un obiettivo più modesto: narreremo la storia del cinema.
Che fare della loro invenzione? I due fratelli decisero di impiegarlo come videocamera di sorveglianza nella loro fabbrica di pellicole. Sospettavano che qualche operaio astuto timbrasse l’ingresso alle 8.00 e alle 8.05 già si dileguasse clandestinamente, sperando di non venir pizzicato. Con il cinematografo avrebbero potuto finalmente incastrarlo.
Questa ripresa delle 8.05 è ufficialmente considerata il primo film della storia*: “l’uscita (abusiva) dalle fabbriche Lumière”.

“Ho timbrato l’ingresso ed esco un attimo. Coprimi”.

Effettivamente qualcuno faceva il furbo.
Mentre ammiravano e rimiravano il materiale registrato, oltre a constatare che persino il cane da guardia se la svignava in anticipo, i Lumière restarono ammaliati da quelle fotografie viventi, quegli spettri inafferrabili che si muovevano sullo schermo.
– Secondo te alla gente questa roba può interessare? Oltre che al sindacato, intendo – chiese Louis al fratello.
– Io credo che con questa roba a Parigi ci riempi un club, ci fai decine e decine di repliche e porti a casa sia il Nobel che l’Oscar.

L’intrattenimento di fine ‘800 era caratterizzato da spettacoli di vaudeville in piccoli locali, balletti, giocolieri, prestigiatori. Qualcuno di questi illusionisti inseriva nel proprio repertorio alcuni giochi ottici, come ombre cinesi, lanterne magiche, spesso spacciandoli per trucchi di magia.
Insomma, c’era disperatamente bisogno di un cinema.
(esempi di spettacoli di Pre-cinema: http://it.wikipedia.org/wiki/Precinema)

– Ma bisogna pensare anche ad altre temibili applicazioni. Ad esempio: eviti accuratamente una festa di matrimonio non presentandoti, ma poi ti invitano a visionare il filmino. Senti, facciamo un favore all’umanità, distruggiamo quest’aggeggio – osservò uno dei due.
Ma prevalse il bicchiere mezzo pieno. Decisero che avrebbero realizzato altri filmati nella speranza di poter organizzare un’esibizione in qualche locale di Parigi.
E così fecero. Auguste aveva approntato tutto per una storica serata al Grand Cafè des Capucines di Parigi mentre Louis si era occupato di riprendere qualche ulteriore scena per l’esibizione.

– Cos’hai ripreso? Spero non comunioni e battesimi.
– Ho ripreso il congresso dei fotografi, una piazza di Lione, un paio di maniscalchi al lavoro, ragazzi che si tuffano in mare, un bimbo che mangia e uno che gioca con dei pesci rossi. Ah, e due acrobati – informò Louis.
– Intendi farli addormentare e derubarli nel sonno? – rispose contrariato Auguste – E’ la scaletta più pallosa che io abbia mai sentito
– Prenditela con la realtà, è lei ad essere pallosa – sentenziò Louis Lumière, aderente al manifesto Dogma 1895.
– E’ una fortuna che il nostro apparecchio non possa registrare più di 50 secondi, la noia durerà poco.
Andava necessariamente girato qualcos’altro. Almeno una scenetta che potesse risultare divertente.

Ecco alcune delle proposte scartate:

  • Riprendere un inseguimento rocambolesco.
  • Realizzare qualche remake. O un sequel.
  • Torte in faccia.
  • Scontro di spadaccini armati di baguette.
  • Ospitare dieci persone all’interno di una casa e seguire tutti i loro movimenti.
  • Un film pieno di scoregge da intitolare “Natale a Lyon”.
  • Un treno che corre in direzione della cinepresa facendo credere che prosegua dritto verso il pubblico.
  • La storia di qualcuno che va su un pianeta chiamato Pandora dove sono tutti blu e alla fine decide di diventare come loro.
  • Scena di un’esplosione con il protagonista inquadrato mentre prosegue impavido verso lo schermo senza voltarsi.
  • Entrare in un teatro e registrare abusivamente rubando il lavoro creativo altrui.

– Nostro zio è giardiniere. Chiediamogli di spruzzare d’acqua un passante e noi riprendiamo.
– Ottima idea! Mi piace! Facciamolo!
A quell’epoca ci si divertiva con poco.
Stava nascendo così la prima candid camera.
L’indomani allestirono il set sul prato ed era tutto pronto per le riprese:
– Quel tizio lì, spruzza quel tizio lì, guarda che faccia da idiota! – lo zio giardiniere ci provò, ma nulla.
Scoprirono che il tubo non arrivava sino al bordo del cancello. L’idea era inattuabile. Addio candid camera.
Fu necessario chiedere a qualcuno dei passanti di avvicinarsi e farsi innaffiare volontariamente.
Ne fermarono uno, che divenne il primo attore scritturato nella storia del cinema. Il giovane vedeva in grande e accettò, ma chiese il 20% degli incassi, un camerino tutto suo, un truccatore e modifiche alla sceneggiatura. Ma accettò la controfferta di due panini sconditi, un biglietto del tram e sberle finte durante le riprese. Ma la sua modifica alla storia piacque.
Fu così realizzato il primo film della storia del cinema ad essere provvisto di trama.

Ecco i dieci film in scaletta di quella serata del 28 dicembre 1895.
Non ci fu il pienone, gli spettatori furono appena 35, gli altri preferirono attendere l’uscita del dvd.

* = in realtà quello dei Lumière non fu il primo film della storia, come si vedrà nel prossimo post.

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3 Responses to Controstoria del cinema (2)

  1. Cri says:

    Chissà che tormenti di coscienza questi pionieri: i Lumière come Alfred Nobel, inventori di ritrovati e tecnologie dalle possibili ricadute così potenzialmente distruttive! Che tempra mostrarono costoro, a sopportare coraggiosamente le nefaste conseguenze delle loro scoperte!

  2. Già all’epoca si vestivano da burlesque.
    Comunque, se avessero saputo che dalla loro invenzione sarebbero scaturite cose come Studio Aperto, forse avrebbero chiuso la fabbrica. In ogni caso decisero di lasciare ai posteri un velato avvertimento, chiamando lo strumento Macchina da Presa (per il C**o).

  3. Pingback: Controstoria del cinema (3) « MAL DI CAPELLI

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