Invano

Quella mattina il Paradiso ospitava uno scenario insolito. Urla, ansia, disperazione per alcune anime. Per le altre la fastidiosa, tutt’altro che paradisiaca, impossibilità di riposare in pace nelle loro suite. Enorme era il putiferio che proveniva dagli spaziosi corridoi. Ignoro se in Paradiso la curiosità venga vista come un peccato assimilabile alla brama, all’astuzia, alla cupidigia o se al contrario sia considerata una caratteristica positiva come la predisposizione alla contemplazione, e di certo lo ignoravano anche le anime stesse, poiché solo alcune di esse osarono aprire le porte delle proprie stanze per ficcanasare su quanto accadesse fuori, mentre altre preferirono restare ignare e imbottite nei bozzoli dei propri freschi piumoni.

Quella parte che si piazzò fuori scorse uno spettacolo inverosimile.

– Ma che ca… che dia… che cosa sta succedendo? – si sarebbe chiesto qualsiasi spettatore, e così fecero appunto quei miliardi di anime che osarono sbirciare.

Coppie di santi e angeli scortavano, anzi, trascinavano impietosamente numerose anime verso le uscite, come se Dio avesse avuto dei ripensamenti.

Sì, ripensamenti.

– Tranquilli, l’elenco degli espulsi è limitato. Tornate pure nelle vostre stanze, chi doveva essere cacciato è stato già preso e sta per essere riversato negli Inferi – disse un arcangelo armato.

– Ma avevo già superato la selezione all’ingresso, non è giusto! – urlò gemente e piangente uno dei neo-peccatori trascinati con la forza fuori dal Paradiso.

– Un’intera vita a non toccare mezza figa, e ora mi cacciate? – si disperò un altro.

Dio era furibondo. Era la prima volta che ripensava un suo giudizio. Questa volta aveva deciso di rimandare giù decine di migliaia di anime ormai peccatrici in base alla nuova giurisprudenza.

– Se Dio ha ripensamenti vuol forse dire che è fallibile? – eccepì uno dei curiosi affacciato e sfacciato, dal ciglio della sua porta.

– Come osi? Si chiamano punti di vista, e ora sono semplicemente cambiati, non c’è alcun errore, ma solo una diversa valutazione – disse una visibilmente infastidita voce tonante, meditando un po’ sulle parole espresse, misurandole attentamente.

– Quindi Dio è volub…? – osò rispondere nuovamente quel curioso, prima di essere messo a tacere da poteri superiori, con il battente della porta che si chiuse di colpo schiacciandogli il naso.

A San Pietro non era mai capitato in precedenza di dover mettere mano al chiavistello per far uscire residenti. Aveva sempre pensato che l’accesso al Paradiso fosse una condizione definitiva, non si era mai domandato se fosse possibile peccare anche all’interno ed essere per questo mandati via. E quando capitò quella ribellione di Lucifero lui non era ancora stato assunto, quindi per lui erano i primi casi di fuoriuscita.

Contò oltre sessantamila cacciati quel giorno, e non aveva idea se la cosa si sarebbe ripetuta l’indomani, se nel pomeriggio o in tarda mattinata ci sarebbero state altre ridestinazioni. Ma non resistendo alla curiosità appese un cartello “Torno Subito” al cancello e si diresse in tutta corsa verso l’ufficio del principale.

– Posso umilmente chiedere a Sua Onnipotenza cosa sta succedendo nei corridoi del Regno? – chiese San Pietro al cospetto del Signore.

– Quanto sta accadendo sulla Terra Mi è sempre più intollerabile – bofonchiò Dio, visibilmente infastidito. Nemmeno Lui era poi così contento di questi ripensamenti, di questa Sua inattesa e sconveniente volubilità.

– Ho avuto l’ordine di aprire i cancelli per alcune espulsioni. Non ho idea di quale possa essere il motivo, salgo dalle nuvole. Ma umilmente ho obbedito agli ordini e chiedo altrettanto umilmente di poterne essere messo al corrente, se Sua Ineffabilità lo ritiene opportuno – richiese ancora con estrema devozione il Sacro Custode.

– Tu non puoi nemmeno lontanamente immaginare cosa!

– Ehm, certo, Sua Immensità, non ho quel dono di sapere… ogni…

– Succede che sempre un maggior numero di gente Mi chiama ‘porco’. A Me!

– Oh por.. Oh ca… Oh terra. Ma, ma dice davvero? – disse il Santo, cercando invano di ponderare le parole.

– Vado forse Io blaterando menzogne? – rispose Dio, ultimamente un tantino permaloso.

– Ma come possono , come osano gli esseri umani adoperare quell’epiteto per Sua Eternità?

– Porco! A Me! Che quando ho voluto mettere al mondo un figlio, pur di concupire quella delicata quindicenne ho dovuto escogitare un imene a impulsi quantistici e l’intercessione da parte di un arcangelo e di un ectoplasma spiritico, insomma, pur di non sfiorarla, tu non sai quanto impegno Mi è costato.

– Credevo che quando si fosse onnipot… Sì, certo, tutto chiaro, impegno enorme. E cosa c’entrano quelle anime che già erano state selezionate come adatte al Paradiso?

– Ho deciso di cambiare i Miei sistemi di valutazione. Finora non Mi offendevo mica, non sono mica permaloso, Io! Non sono mica scalfito da queste formiche di umani che Mi danno del maiale, Io! Ma la situazione è diventata ormai ingestibile. Quindi ho deciso: che vadano all’Inferno. – disse Dio letteralmente – E non solo gli attuali terrestri, ma anche coloro che in passato si sono macchiati di tutte le relative infamità sulle quali sino ad ora avevo chiuso il triangolo. Me, che rabbia!

Sarebbe divertente prendere nota di quali siano le esclamazioni più in voga in Paradiso, ma adesso non è il caso di perderci in questa digressione.

– Quindi, vediamo se ho inteso bene – tentò di riepilogare San Pietro – Stiamo espellendo coloro che in passato hanno bestemmiato ed erano stati perdonati da Sua Misericordia, e ora invece con quella cosa lì… come si chiamava… ehm… con i nuovi criteri di valutazione sono condannati all’Inferno?

– Ma che foglia di fico vai dicendo! – disse Dio, seccato per l’impossibilità di essere compreso dagli altri. Lo svantaggio dell’imperscrutaiblità.

– Porgo le mie più sacre scuse, ma avevo inteso che… – disse umilmente il Santo, timoroso di essere rimpiazzato da Paolo alla custodia del cancello come già minacciato dal Supremo in occasioni precedenti.

– Quelli che Mi hanno davvero fatto perdere la pazienza sono tutti questi improvvisati difensori del Mio buon Nome. – disse il Creatore, scimmiottandone gli atteggiamenti – Ma chi li ha chiamati? Chi li vuole? Chi ne ha bisogno?

– Ah – disse San Pietro, visibilmente confuso.

– Ma riesci ad immaginare cosa ciò voglia dire? E’ come sulla Terra per un uomo venir difeso da una femminuccia. Dai – disse l’Eterno soddisfatto del perfetto esempio trovato all’istante –  è un po’ vergognoso, non trovi?

San Pietro si limitava ad annuire, cercando di nascondere lo sbigottimento causato da quelle inattese parole.

– Dico sul serio. Se un pidocchio terrestre Mi dice ‘porco dio’ e Io ho voglia di terminarlo, lo faccio da Me, no? Me ne occupo Io, no? E in genere lo faccio. Ho punito l’ultima bestemmia con una scivolata dall’ultimo gradino di una scala e la penultima con un incidentale morso alla propria lingua. La terzultima con una bocciatura all’esame di guida. So Io come regolarMi,  ma chi sei tu, piccola creatura plasmata dal mio fiato, per prendere le Mie difese, o peggio ancora, le Mie veci?

– In effetti il ragionamento fila – osservò Pietro.

– Come, scusa? Se sono Io a farlo perché mai non dovrebbe filare?

– No, intendevo dire – San Pietro sudava malgrado l’aria condizionata del Paradiso fosse la freschezza per antonomasia – uno stolto come me non poteva certo giungere a questa acuta conclusione. E’ sorprendente come la retta via di pensiero apra porte che… Sua Onniscienza, non ho la benché minima idea di come completare questa mia umile considerazione…

– Questi sedicenti difensori del Mio Nome non fanno che danneggiarMi ulteriormente. Ad esempio, tu sai che il successo di ‘Gola Profonda’ fu dovuto soprattutto ai benpensanti che volevano censurarlo?

San Pietro sapeva, lo sapeva eccome, ma per un attimo pensò fosse meglio fingere di non saperlo. Poi si ricordò che… – Ehm, sì, la vicenda è giunta alle mie orecchie.

– Seh, orecchie – disse Dio, in una improvvisa parentesi spiritosa – Il problema di questi tutori del Mio buon Nome è che pubblicizzano maggiormente ciò che Io vorrei evitare si diffondesse. Io più di ogni altro so che se dici a qualcuno di non mangiare una XXXXX di mela – credetemi, disse proprio XXXXX, per dare maggior enfasi al suo ragionamento – so benissimo che quel qualcuno non dormirà la notte per chiedersi “Ma chissà cos’avrà di speciale quella mela”, e il giorno dopo mangerà, noncurante del divieto, quella XXXXX di mela. Quindi sono proprio costoro, questi benpensanti, questi improvvisati paladini della fede,  i maggiori colpevoli, i più grandi fautori della diffusione dei porchidii nel mondo.

– Non ci avevo pensato – osservò San Pietro.

– Ma ciò che mi infastidisce realmente è quel peccato di superbia che commettono nel volersi sostituire alle Mie strategie di interventistica, e soprattutto questa pessima considerazione che hanno di Me. Non sanno forse che Io sono Onnipotente? Non sanno forse che Io sono Perfetto? Il loro atteggiamento sembra metterlo fortemente in dubbio. Avrei potuto benissimo inserire un altro comandamento, qualcosa come “non tutelare il nome di Dio invano”, ma perchè avrei dovuto? Avevo già sentenziato altrove i vizi capitali della superbia e dell’ira. Sarebbe stato un comandamento ridondante. E poi undici comandamenti non suona affatto bene come dieci, non trovi?

– D’accordissimo – ribattè il santo interlocutore, ormai incapace di esprimere un’idea che fosse propria.

– Questi qui non si accorgono di peccare di superbia, di ira, di malafede. Sono infedeli a tutti gli effetti! Sono loro a peccare di vilipendio nei miei confronti. E poi personalmene preferisco passare per porco che per permaloso. Credimi. Dopotutto Adamo ed Eva li ho creati senza foglie di fico addosso. E finché non mangiarono quella mela per Me era come avere youporn gratis tutte le sere.

San Pietro impallidì.

– Poi quel XXXXX di serpente – per le XXX vedi sopra – svelò il trucchetto e quelli si coprirono con una foglia di fico. Credimi, ci rimasi malissimo.

San Pietro voleva essere altrove.

– Sto scherzando, xxxxxxxx! Ahaha, ti frego sempre! Ho la vista a raggi X, no? Che problema può crearmi una foglia di fico, un copricapezzolo o un playtex. E ragiona ogni tanto! – disse Iddio, simpaticone.

San Pietro tremava, voleva liberarsi il prima possibile da quella surreale conversazione.

– E perché? Dai, rilassati, stiamo scherzando – disse Dio, avendogli letto nel pensiero. – Ma darmi del permaloso, guarda. Io vorrei che la gente capisse che Sono un bonaccione, Uno che sa stare allo scherzo, come quella statua del Cristo Compagnone nel film di Kevin Smith. Quindi, nuove regole. “Non tutelare il nome di Dio invano” diventa un comandamento non scritto. Ma chiunque abbia mai applicato una censura per un’offesa rivolta a Me personalmente, verrà considerato un peccatore, non importa se sia già salito quassù, lo ricaccio giù senza problemi. Dopotutto anche la Madonna si è finalmente espressa a favore di questa mia decisione. Convincere Lei è stata la parte più dura, altrimenti avrei intrapreso questo provvedimento molto tempo fa. Le ho detto “ma dai, un po’ di quelle paroline piccanti non hanno mai fatto male a nessuno”. E dopo lunghi tentennamenti ieri notte si è detta finalmente ed entusiasticamente d’accordo.

San Pietro stava per svenire.

– Quindi per Me il vero male è rappresentato da questi benpensanti, ben più blasfemi dei blasfemi semplici. Ho seriamente ripensato a tutte le schede di valutazione che avevamo qui. Andranno a far visita agli altri inquisitori che erano laggiù già da un pezzo. Vadano tutti al diavolo! Quello sì che è un gran porco!

San Pietro di fronte a cotanti turpiloqui stava per farsi un segno della croce, ma nel rispetto dell’intero discorso desisté.

– Ahah, non sai come comportarti. Ma te l’ho detto, rilassati, fatti pure quel segno, facciamo finta che sia istintivo.

San Pietro obbedì all’istinto. San Pietro sperava che fosse tutto un sogno.

– Beh, forse lo è – disse il Signore, rileggendogli il pensiero.

– Sogno? Che significa sogno? Sua Perfezione mi sta dicendo che tutto questo potrebbe essere un sogno? – San Pietro lacrimava, tremava, ansimava, era ridotto uno straccio.

– Ascolta Pie’. Sto per dirti una cosa che ti sconvolgerà.

– Più di…

– Sì, più di quanto già rivelato finora.

San Pietro era già seduto. Chiese il permesso di sdraiarsi. Misericordioso, Dio accordò.

– Dimmi Pietro, quante religioni conosci sulla Terra?

– Ehm… sei? le tre politeiste e le tre monoteiste? – rispose tentennando Pietro, ormai insicuro su tutto.

– Bravo, hai letto il depliant che consegniamo alle elementari. Idiota! Sono molte di più!

– Allora proprio non so – constatò il Santo, costernato.

– Saranno migliaia – lo informò Dio – E’ impossibile contarle tutte persino per Me, a volte Mi sfuggono le sfumature dei loro precetti, alcune Mi sembrano identiche ma loro per motivi di potere dicono che sono diverse, quindi non so come regolarMi. Fatto sta che ognuna delle sei grandi religioni che tu hai citato conta oltre centinaia di professioni di fede differenti. A queste aggiungi tutte le sette derivate, ognuna delle quali difenditrice di dogmi a volte addirittura contrapposti a quelli del credo iniziale. Spesso alcune confessioni derivate fanno appello a differenti testi sacri o a differenti interpretazioni degli stessi. E a queste fedi differenti aggiungi tutte quelle non derivate dalle iniziali sei. Culti di Zeus, riti celtici, zoroastristi, bahai o le psico-sette come vegani, scientologi e vaticanisti. Migliaia!

– Migliaia – ribadì quasi privo d’anima Pietro.

– Ora, secondo te, Pietro, fedele credente e praticante, è possibile che tra tutte le migliaia di religioni esistenti, sia proprio quella in cui credi tu la religione giusta? Quella che condurrà l’uomo alla salvezza?

– Beh, sì, la nostra è quella più giusta, quella più votata al bene dell’uman…

– Ma smettila con queste parole da provincialotto – Dio non lo lasciò nemmeno terminare. – Hai mai letto il testo del Corano? Ha molte meno contraddizioni della nostra Bibbia, sai? E la fede buddhista? E’ molto affascinante. Io stesso se non fossi titolare di una religione tutta mia mi sarei iscritto a quella.

– In ogni caso io credo di avere la prova che…

– Che io sia qui davanti a te? E se fossi solo una suggestione? Magari il Dio dei dervisci rotanti ha fatto sì che tu avessi tutta questa visione per qualche suo oscuro fine. Lo dice anche il proverbio “I piani del Signore dei dervisci rotanti sono imprescrutabili”.

San Pietro si alzò dal lettino e per un attimo girò su se stesso.

– Era semplicemente la prima religione che Mi è venuta in mente, ora smettila di gironzolare come un imbecille – lo ammonì Dio.

– No Signore, non mi votavo alla causa dei dervisci rotanti. Sono frastornato e mi gira realmente la testa, io non so più a cosa …

– Esatto. E quando avrai deciso in cosa credere, non rompere i coglioni agli altri – sì, coglioni lo disse in chiaro, le XXX gli avrebbero rovinato la necessaria enfasi – dal momento che la tua è solo una fissazione, una fede in qualcosa su cui non puoi avere prove, qualcosa di irrazionale, una convinzione che il 99% delle volte è solo statistica geografica.

– Non romperò nulla a nessuno, prometto, Sua Imperscrutabilità.

– Ciò che devi capire, caro San Pietro, è che c’è meno dell’uno per mille di probabilità che il sistema di credenze che professi sia quello che realmente governa l’universo, meno dell’uno per mille di possibilità che la religione corretta sia quella in cui credi tu. E quindi, forse, questa conversazione tra me e te, non è mai avvenuta.

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2 Responses to Invano

  1. Cri says:

    Non solo questo post è stellare, è anche esemplare!!! Soprattutto uscito così in concomitanza col caravanserraglio da “si scopron le tombe, si levano i morti, i martiri nostri son tutti risorti” messo su con tanta furbizia sulla 7 da uno che si crede il giornalista più intelligente del mondo ieri sera. Tu hai poteri paranormali, sei un supereroe della satira!

  2. itscetty says:

    Bravo bravo bravo

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