La padana tragedia

Ei fu siccome immobile ad un lato,
ma assai loquace col suo dito medio,
s’apparta il Senatùr dimenticato.

A Medjugorje va a cercar rimedio,
a bordo di un gommone, da quei slavi
di cui finora aveva tanto tedio.

Le condizioni sue ci paion gravi,
le altrui pagliuzze ancor va lamentando,
glissando sulle sue mostruose travi.

Eppur Umberto puoi andar saltando:
la devolution, che da tanto agogni,
la manca parte tua la sta già attuando.

Ma grazia dalla Vergine tu sogni,
rinneghi il tuo dio Po come un Teodosio,
per appagar mediatici bisogni,

t’inventi questa storia al saccarosio,
e Alberto da Giussano si domanda
se l’hai più moscio tu o quel Paolo Brosio.

Orsù dunque Avvocata, sii nefanda,
miracola l’infermo di razzismo
mutandolo in un nero dell’Uganda;

oppur lo si esaudisca con realismo,
rivolgi all’anatomiche sue parti
un lento e imperitur secessionismo.

(un grazie a @montales e @DanteSommoPoeta per l’idea del cimento in terzine)

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One Response to La padana tragedia

  1. Cri says:

    Contemplo e taccio ammirata.

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