Book story

Pum, sbam, sdeng!
Avreste dovuto vedere come se la cava egregiamente Umberto Eco nelle scazzottate. Gli avversari giungevano da tutte le direzioni, alcuni scorretti come Dan Brown, che lo aggredivano alle spalle o gli assestavano dolorosi colpi bassi, altri molto più leali come David Lodge, con il quale ha intrattenuto un duello appassionante.
Difficile stabilire il vincitore della rissa, anche perchè la biblioteca era un crescendo di tafferugli. Furibondi litigi scoppiavano dappertutto, ad esempio tra un Penrose che calcolava scientificamente i suoi colpi e un pacifico Terzani insospettabilmente incattivito, o tra un Max Weber che si batteva con esperienza e un Hermann Hesse che sfoderava una serie di colpi che definirei orientaleggianti ed esotici. Dopotutto non l’ho mai letto e forse dovrei.
C’è un saggio Asimov che su tutti sembra avere la meglio, al momento, ma lestamente Chuck Pahlaniuck cerca di sfiancarlo con la sua consueta violenza. Intanto un facile gancio destro, ma ben assestato, da parte di Dacia Maraini, metteva fuori gioco il povero Bertrand Russell, penalizzato dalla veneranda età. Vorrei che Dacia mi spiegasse come ha fatto!
Ma proprio in quel momento, Stephen King, Carver e Vincenzo Cerami scatenano un pandemonio per decidere chi di loro dovesse rispondermi per primo. Qualcuno un giorno mi consigliò una risposta alternativa: farmelo raccontare da Buzzati o Hemingway.
Nel frattempo, pochi metri più in là, qualche nuovo autore contemporaneo si accaniva contro il povero Confucio, e nel contempo Galbraith, economizzando gli sforzi, cercava cheto cheto di finire dritto in meta, non visto dagli altri.
Un po’ come quelli che saltano le file alla posta perchè tanto conoscono l’impiegato: “Abbiamo studiato assieme!”.
Toccava a me dirgli di rispettare l’ordine di precedenza. Ma non so rispondere di no a questo amico che, chissà, forse un giorno potrebbe tornarmi utile.
Stroncati anche gli interessanti tentativi di Esopo e Fedro. Da me medesimo stavolta: potrebbero esserci ragazze in treno. E il titolo “Favole” mi sembra decisamente poco virile, non trovate? E via, a calci in culo entrambi, con il loro seguito di animaletti saccenti.
Woody Allen non ci prova nemmeno, timidamente tace e mi fa solo prendere atto della cosa. Sa benissimo che susciterebbe la mia ilarità. O meglio ancora, diciamo che scoppio a ridere facilmente quando c’è lui. E’ successo anche con Stefano Benni e con l’inconsapevole Baruch. Quindi esclusi a priori.
Finita la furibonda rissa, sotto i miei occhi uno scenario di guerra: critici cinematografici sdraiati inermi a terra assieme a scrittori comici, divulgatori di scienza caduti con onore, narratori di filosofia, storici romanzieri, economisti e letterati pieni di lividi e doloranti, di cani e d’augelli orrido pasto.
Ma chissà che per voi l’alto consiglio di Giove non si adempia in qualche altra occasione, magari al prossimo viaggio.
Per stavolta ho scelto un corrisivo romanzo di Beigbeder sul marketing, e un piccolo saggio breve di mitologia. Più di questo nel mio borsello non ci entra.
Ma…
rumori di catene, un botto metallico di mazze chiodate su bidoni di spazzatura, suoni gutturali e risate sardoniche.
Che palle, c’era da aspettarselo.
Quando le scadenze premono è normale ritrovarsi di fronte i propri conti in sospeso.
In formazione a falange, a distanza, li vedo tutti: piccoli saccenti sconosciuti (mica Nielsen, Negroponte, Chomsky o McLuhan) che vogliono spiegarmi un paio di cosette sui computer e sulla società, come se il loro parere contasse davvero. Ho solo commesso l’errore di inserirli in una bibliografia.
“Molla ciò che hai in mano. Sai benissimo cosa devi fare. Siamo in-tesi?”
Addio aspirazioni culturali, devo occuparmi di quella farsa.

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5 Responses to Book story

  1. Cri says:

    L’HAI PUBBLICATO! HA VISTO LA LUCE!!!
    Sono commossa ^^
    (Che sarabanda! E che finale. Fantastico… Sotto certi punti di vista 🙂 )
    (In mezzo alla colorita gazzarra della tua libreria c’è un tizio quieto che riconosco… Che bello vederlo risiedere tra gli illustri e agguerriti contendenti lo spazio fecondo e lussuoso del tuo eccezionale cervelletto ❤ )

  2. Mean Cactus says:

    Bello, bello e bello. Ma non so chi sia questo Umberto Eco.

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